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Alessitimia al bagno

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- Domani andiamo in piscina? Richieste come questa mettono in crisi la tradizionale ignavia dell'alessitimico*.  Da un lato c'è la rassicurante risposta jolly "è uguale", che è l'atteggiamento innato verso quasi tutto ciò che mi circonda, falsamente giustificata dal fatto che devo sforzarmi di farmi trascinare coinvolgere in qualche attività, ogni tanto, per verificare se sia ancora vivo. Dall'altro lato, però, neanche l'alessitimia* mi può aiutare dal considerare luoghi come la piscina uno dei gironi dell'inferno. Stavo per aggiungere il girone "Piscina", poi mi sono accorto che in realtà c'era già, alla voce "Flegotonte" Sarebbe facile a questo punto virare il post verso un'organica invettiva contro piscine, spiagge, e qualunque altro luogo di aggregazione sociale in cui improvvisamente, quanto misteriosamente, gironzolare in mutande, rotolarsi nel fango/sabbia, mangiare per terra, bagnarsi con acqua sporca diventi socialm...

Quando ho scoperto di essere alissitimico

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  Partiamo da una premessa che potrebbe già da sola invalidare tutto il seguente post e il blog tutto: in realtà non sono alessitimico. Per meglio dire, non ho una diagnosi ufficiale di alessitimia. Inoltre credo di non sapere neanche di preciso cosa sia l'alessitimia. Certo, ho letto "su internet", ma dato che ogni giorno ho a che fare con persone che lo fanno e che pensano di sapere tutto e di più sugli argomenti di mia competenza professionale, penso di avere la lucidità per capire che non essendo uno psicologo, in realtà non potrò mai conoscere l'alessitimia in maniera approfondita. Inoltre mi è capitato di leggere un blog di una tizia che pensa anche lei di essere alessitimica dopo aver compilato un test sul CIOE', quindi anche se fossi sicuro al 100% di essere veramente alessitimico, non lo ammetterei mai per paura di somigliare a lei. L'alessitimico più famoso dello spettacolo Ma venendo al punto, la mia storia è abbastanza breve: un bel giorno mia mog...

Politicamente corretto e humor nero

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Sorpresa! Questo non è un post per riversare tutto il mio odio sul politicamente corretto, di quanto sia ipocrita, di quanto io mi sia eretto a paladino del non-politicamente-corretto e di quanto ogni giorno sia schietto, trasparente e dica sempre tutto quello che penso. Costruito dagli italiani... pulito dai migranti In realtà amo il politicamente corretto e mi sforzo di esserlo ogni giorno, perché lo ritengo un valido strumento di interazione sociale con persone con cui vengo a contatto (sul lavoro e non) ma con cui non ho il tempo (e/o l'interesse) di costruire un rapporto più profondo. E' la versione provinciale (per questo tanto vituperata) dell'essere "multiculturale" (che invece fa fico e avvolge subito di un'aura di smug ). Forse la penso così perché l'anticonformismo mi sta più sul cazzo del conformismo. Così facendo divento forse un anticonformista dell'anticonformismo, ma dedicherò un altro post ad odiarmi per questo. Tornando al punto, sicc...

Perché questo blog?

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Vi siete mai chiesti come sarebbe se riuscissimo a "sentire" le onde radio? Io ci penso spesso. E per "sentire" non intendo accendere una radio, ma percepirle e tradurle in stimoli di qualche tipo nel nostro cervello, come facciamo comunemente con le onde luminose. E' un po' come chiedere "prova ad immaginare un nuovo colore", con la differenza che a noi uomini, per scoprire un nuovo colore, basta incappare in una conversazione medio-avanzata sul vestiario con una donna, mentre invece immaginare di poter "sentire" RadioMaria, come se stessimo guardando il verde di una foglia, è praticamente impossibile da concepire. Ma vorremmo veramente avere in testa baciapile che sgranano rosari 24/24h [ nPC ]? No, ma sarebbe come rinunciare alla vista perché non ci piacerebbe vedere tutti i giorni il colore arancione. Quando mi hanno detto che ero alessitimico, la mia reazione è stata più o meno la stessa di chi apprende che uno starnuto può viaggiare...